Ecco la tassa che potrebbe rovinarti le vacanze (e perché)

Esiste una tassa che potrebbe rovinare le vacanze agli italiani, ma di cui si parla sempre troppo poco. Ecco qual è.

Siamo nel pieno dell’estate e la nostra voglia di andare in vacanza – soprattutto dopo gli anni di restrizioni da cui veniamo – è al massimo.

tassa rovinare vacanze
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E così passiamo giorni a decidere quale sarà la meta scelta per questa stagione, con chi andremo, quando. E allora inizia la fase della ricerca delle offerte, tra mezzi di trasporto, alberghi oppure b&b.

Questa forse è la fase meno complicata, perché poi, una volta arrivati nella meta prescelta, potremmo ricevere una brutta sorpresa.

Esiste infatti una tassa che potrebbe rovinarci letteralmente le vacanze. Ecco qual è.

Ecco qual è la tassa che potrebbe rovinare le tue vacanze

La tassa che potrebbe rovinarci le vacanze, costringendoci a spendere decisamente più del dovuto – è la tassa di soggiorno.

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Prevista in ben 968 comuni italiani, esiste da tantissimo tempo, ma negli ultimi periodi nelle zone in cui già c’era, sta aumentando e sta iniziando a farsi largo anche in quelle in cui non c’era.

Come riporta La Stampa, moltissimi comuni italiani stanno introducendo questa tassa e l’unico che invece ha deciso di abolirla è quello di Forte Dei Marmi.

Inoltre, come ha affermato l’Osservatorio nazionale di Jfc, nel 2022 si arriverà a spendere ben 472 milioni di euro per la tassa di soggiorno, che equivale ad un incremento del 79,5% rispetto all’anno scorso.

Il responsabile dell’Osservatorio, Massimo Ferruzzi, intervistato da La Stampa, ha affermato: “Gli ultimi due anni sono stati, è indubbio negarlo, assai complessi per l’intera filiera turistica, con riduzioni di presenze e fatturato che hanno inciso in maniera significativa sulla redditività delle aziende”.

Qui nasce il problema: queste ancora oggi stanno combattendo contro un’inevitabile crisi, sia perché il Covid comunque non è sparito e ciclicamente tornano picchi di contagi con nuove varianti, sia per l’incremento dei costi che affrontano da mesi.

A questo si aggiunge anche la guerra in Ucraina, che sta anche – per ovvi motivi – bloccando gli arrivi da quelle zone, che erano considerate “di grande interesse per il comparto turistico”.

Ma in quali comuni italiani è prevista la tassa di soggiorno? Da quest’anno  anche a Cremona, a Reggio Emilia, a Tuglie (Lecce), a Selvino (Bergamo), a Pollica (Salerno), ad Alliste (Lecce).

Da agosto inizierà ad essere presente anche a Massarosa (Lucca) ad agosto, da settembre a Gizzeria (Catanzaro) e a Ivrea e da ottobre a Capo d’Orlando.

Si pensa che potrebbero fare lo stesso anche i comuni di Sulmona (L’Aquila) e Scansano (Grosetto).

Invece a Bressanone, in provincia di Bolzano, la tassa è prevista dall’1 gennaio 2024, quindi per adesso non è ancora stata introdotta.

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In ogni caso, adesso sappiamo chi – anzi, faremmo meglio a dire cosa – potrebbe rovinarci le vacanze.