Alzheimer: mangiare questo frutto ti aiuterà a prevenirlo

Mangiare un determinato frutto può aiutare a prevenire l’Alzheimer: questo è quanto emerso da una recente ricerca.

Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza. Questo termine nello specifico si riferisce alla perdita di memoria e di altre abilità intellettuali talmente grave da interferire con la vita quotidiana.

Alzheimer frutto
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Sappiamo che il morbo di Alzheimer rappresenta il 50 – 80% dei casi di demenza.

Questo è un disturbo progressivo, cioè che peggiora con il passare del tempo. I sintomi iniziali possono essere abbastanza lievi ma, con il passare del tempo, diventano talmente gravi da impedire alle persone che ne sono affette di interagire con l’ambiente circostante.

Cosa accade quando si presente il morbo di Alzheimer? Che le cellule nervose del cervello muoiono  a causa dell’accumulo di forme nocive di proteine, ​​chiamate amiloide e tau.

A contrastare questo accumulo dovrebbero essere le cellule immunitarie del cervello, chiamate microglia. Quando questo processo è compromesso, è più probabile che si sviluppi questa malattia.

Detto ciò, sai che esiste un frutto che, se mangiato con frequenza, ci aiuta a prevenire l’Alzheimer? Ecco qual è.

C’è un collegamento tra l’Alzheimer ed il consumo di un frutto

Una ricerca pubblicata sulla rivista Nutrients ha studiato come un frutto specifico possa aiutarci a prevenire l’Alzheimer.

Alzheimer frutto
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Trattasi dei mirtilli, che possiedono livelli particolarmente elevati di antociani, una classe di coloranti idrosolubili appartenente alla famiglia dei flavonoidi.

Questi conferiscono loro il loro colore peculiare e, allo stesso tempo, aiutano chi li mangia spesso a contrastare infiammazioni, aumentare la produzione di energia all’interno delle cellule, migliorare la funziona metabolica.

Ecco che i ricercatori hanno deciso di effettuare uno studio proprio su questo frutto. Hanno deciso di prendere in esame 33 pazienti di età compresa tra i 50 e 65 anni.

Questa scelta è dovuta al fatto che questo lasso di tempo è quello entro il quale in genere comincia a svilupparsi. Tutti i partecipanti allo studio inoltre erano in sovrappeso, in pre diabete ed avevano registrato già dei cali di memoria.

I ricercatori comunque hanno chiesto loro di astenersi – per ben 12 settimane di seguito – dal consumo di frutti di bosco, fatta eccezione per una bustina giornaliera di integratore in polvere (da consumare a colazione oppure a cena).

Passato quel periodo di tempo, i partecipanti allo studio sono stati sottoposti a dei test che misuravano le loro capacità cognitive collegate alla demenza (cioè la memoria, la flessibilità e l’autocontrollo).

Alla fine è emerso questo: i pazienti che hanno assunto integratori a base di mirtilli hanno mostrato un miglioramento delle capacità cognitive. 

E non solo, perché hanno mostrato anche livelli di insulina a digiuno ridotti, ed un minore stress ossidativo (che a sua volta può portare a perdita di memoria).

Specifichiamo che lo studio ha bisogno ancora di ulteriori conferme, ma comunque i risultati mostrano – almeno fino ad ora – un collegamento tra consumo di mirtilli ed Alzheimer.

A proposito di alimenti e salute, sappi che anche preparare il pollo in un determinato modo potrebbe essere molto rischioso.

In ogni caso, il legame tra il cibo ed il corretto funzionamento del nostro organismo è ormai chiaro.