Ci sono alimenti che non dovrai buttare via anche se sono scaduti: ecco come risparmiare e non sprecare cibo allo stesso tempo
Quante volte ci succede di buttare cibo perché è passato tempo oltre la data di scadenza? È successo a chiunque di non aver mangiato un determinato prodotto in tempo e quindi pensa che non sia più buono per essere mangiato.

In questo modo si va a sprecare davvero tanto cibo, e in questo particolare momento storico che stiamo vivendo non deve succedere. Da un anno a questa parte non si fa altro che risparmiare proprio perché la materie prime sono aumentate di prezzo e anche i servizi di prima necessità.
Nonostante i supermercati ci spingono a comprare di più per via di offerte giornaliere sempre più ghiotte e trappole del marketing, fare la spesa è ormai diventata un’esperienza di lusso.
Una legge della Commissione europea potrebbe però modificare quello che sono i prodotti alimentari riguardo la data di scadenza dei prodotti. Questo avviene proprio per combattere gli sprechi e rendere i prodotti alimentari più consoni al rispetto dell’ambiente.
I prodotti scaduti non vanno più buttati: ecco perché
Sull’etichetta troviamo: “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”. Molti non se ne rendono conto, eppure c’è una grossa differenza tra le due diciture. Se quella che troviamo è “da consumarsi entro”, l’alimento in questione non può essere mangiato dopo, perché scaduto e nocivo per la nostra salute.

Se invece troviamo la scritta “da consumarsi preferibilmente entro” ” il prodotto non è assolutamente nocivo, anzi si può ancora mangiare. Quindi se ben conservati, gli alimenti con questa dicitura, possono essere mangiati anche dopo la data di scadenza.
Secondo l’associazione Altroconsumo, i consumatori non sanno ancora la differenza tra queste due diciture. Per questa ragione è meglio aggiungere la dicitura “Spesso buono oltre” accanto alla stessa scritta. Quindi i consumatori capiscono che possono mangiare il prodotto anche oltre la data di scadenza. Potrebbe succedere che si perda un po’ di sapore ma non è dannoso.
Questa proposta di legge fa parte della strategia “Farm to Fork”, ovvero fattoria della forchetta. Ma che vuol dire? Dal produttore al consumatore. Questa fa parte di un progetto che è quello di rendere gli alimenti sani, equi nel rispetto dell’ambiente.
Attualmente i prodotti presenti sul mercato rappresentano un terzo delle emissioni di gas nocivi e lo spreco di molte risorse naturali. Questo oltre a causare effetti negativi sull’essere umano, portano anche ad una scomparsa della biodiversità.