Attacchi di fame nervosa: il metodo per domarla e fartela passare

Soffrire di fame nervosa è un problema particolarmente diffuso, ma che non merita di essere sottovalutato. Risolvere fortunatamente non è così impossibile.

Ognuno di noi può vivere dei periodi in cui è particolarmente stressato e ansioso, specialmente se ha delle preoccupazioni forti che possono riguardare famiglia o lavoro. Queste possono incidere inevitabilmente anche sul fisico, nonostante non tutti reagiscano allo stesso modo.

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La fame nervosa non fa bene a corpo e mente – Foto | Mammeincucina.it

C’è chi infatti finisce per essere talmente tormentato da arrivare a soffrire di insonnia, ma può cambiare anche il rapporto con il cibo. Alcuni provano una nausea talmente forte da avvertire una morsa allo stomaco che impedisce loro di mangiare, ma c’è anche chi invece avverte quella che viene definita “fame nervosa” e si abbuffa praticamente senza controllo. Nessuna di queste è ovviamente salutare.

La fame nervosa non è da sottovalutare

La reazione a problemi e preoccupazione non è per tutti uguale, ma sono in tanti quelli che si sentono talmente ansiosi da non avere un’idea precisa di quanto stiano facendo al punto tale da abbuffarsi sul cibo quasi senza accorgersene.

La “fame nervosa o emotiva”, conosciuta anche come “emotional eating”, non può certamente essere definita come un disturbo alimentare al pari di bulimia o anoressia, ma è sicuramente un modo di agire che il nostro corpo mette in atto come segno di debolezza quando non sa bene come comportarsi quando accade qualcosa che considera negativo.

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Negli attacchi di fame nervosa molti scelgono la pizza – Foto | Mammeincucina.it

E’ la mente che guida il corpo e lo porta ad abbuffarsi spesso senza ritegno e senza pensare a quanto questo non faccia bene a mente e fisico. In queste situazioni si finisce per togliersi uno sfizio con quegli alimenti più gustosi nel tentativo di premiare l’organismo in un periodo in cui tanto tranquillo non è. Ed è proprio per questo che un comportamento simile si verifica soprattutto quando si provano tormenti, depressione, noia e tristezza.

Difficilmente in questi momenti ci si accontenta di frutta e verdura, ma ci si concentra su quelli che vengono definiti “comfort food”, a cui difficilmente si rinuncia quando se ne ha la possibilità. Tra questi rientrano certamente pizza, dolci e stuzzichini in genere, che rendono soddisfatti quando si possono sgranocchiare. Risolvere il problema è possibile. Come?

Abbuffarsi di cibi che amiamo è un’azione che compiamo per dare soddisfazione al nostro corpo in un momento difficile. E’ proprio questo il meccanismo che sta dietro la fame nervosa: in queste occasioni il cervello è in grado di generare alti livelli di dopamina, conosciuto anche come l’ormone del buon umore. La tristezza che si provava diventa così un ricordo, almeno per qualche minuto.

Se non si pone un freno a queste situazioni il corpo sviluppa una sorta di dipendenza, che può diventare difficile da sconfiggere. Una volta finito di abbuffarsi, nasce una sorta di senso di colpa, inevitabile perché si è consapevoli di avere fatto qualcosa di sbagliato, sia a livello emotivo, sia per il fisico.

Cercare consolazione quando si vive un periodo difficile è più che naturale, ma lo si dovrebbe imparare a fare in una maniera differente. Se proprio non si riesce a stare lontani dal cibo, si può provare a concentrarsi sulla cucina, ma in una maniera differente: mettendosi ai fornelli in prima persona.

In alternativa, è possibile puntare su qualche attività benefica, ma allo stesso tempo antistress. C’è chi, ad esempio, si dedica all’attività fisica, che è anche salutare, o magari si concentra su qualche passione nascosta. L’effetto positivo è comunque garantito.

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