Fragranti, croccanti e invitanti: è possibile mangiare patatine fritte ogni giorno? Tutta la verità sul cibo proibito

Buone in ogni modo e maniera, nella loro versione più amata, le patatine fritte conquistano proprio tutti. Ma è possibile mangiarle ogni giorno o più generale la frittura? Non ci resta che scoprire insieme tutta la verità!

Più della pizza, del sushi e anche della lasagna – si lo sappiamo forse abbiamo alzato troppo la posta in palio – le patatine fritte mettono d’accordo proprio tutti. Dai più piccoli ai più grandi, nessuno sa resistere a degli stick dorati così piccoli, fragranti, croccanti e in generale così buoni da far perdere la testa.

Patatine fritte
Patatine fritte – Mammeincucina.it

Eppure, tutti ci chiediamo la stessa cosa. E’ possibile mangiare patatine fritte ogni giorno o ancora la frittura in generale fa così male come si dice in giro? Sappiamo come ad esempio, la frittura in una dieta per perdere peso sia sconsigliata o comunque ridotta al limite, proprio perché l’apporto calorico dipende molto dalla cottura scelta.

Ecco perché le patate bollite o al forno vanno bene e quelle fritte no. Anche se l’alimento è sempre lo stesso. Ma oltre a una questione di linea, ne subentra una più importante di salute, come il colesterolo. Insomma, è una questione complessa, sì, ma in realtà non più di tanto. Basta scoprire se la frittura sia così proibita come si pensa e perché.

Patatine fritte, verdura in pastella e tanto altro: quando la frittura fa e va bene?

Ma quindi, tornando alla nostra fatidica domanda, la frittura fa bene, è possibile mangiarla ogni giorno? Partiamo dalle cattive notizie che forse comunque sono anche quelle che si conoscono meglio.

Friggere correttamente
Friggere correttamente – Mammeincucina.it

Il sito ‘Ok Salute’ ha riportato uno studio americano pubblicato sulla rivista scientifica ‘The British Medical Journal’ che afferma come mangiare fritto ogni giorno non solo faccia male, ma aumenti addirittura il rischio di morte del 13%. Rischio questo cogente soprattutto per malattie cardiovascolari, ovvero quelle più riconducibili quando si parla di frittura.

Ovviamente questo rischio è collegato maggiormente alle persone sedentarie o che comunque non fanno per nulla attività fisica. Tuttavia, resta sconsigliato per chiunque mangiare qualsiasi tipo di cibo fritto e non tanto, o perlomeno non soltanto, per la frittura in sé e per sé, quanto per il metodo di cottura sbagliato.

Se non si cuoce adeguatamente, infatti, i rischi collegati al fritto aumentano. Proprio per questo, non si dovrebbe mai:

  • Superare la temperatura consigliata. In questo caso, oltre 180 gradi, l’olio va buttato.
  • Riutilizzare più volte lo stesso olio. 
  • Far bruciare troppo il cibo. Nelle parti bruciacchiate, che sono anche quelle più croccanti e buone, si trova l’acrilammide, una sostanza naturale che si forma spontaneamente quando gli alimenti amidacei vengono cotti ad alta temperatura. Si tratta, però, di una sostanza cancerogena.
  • Superare il punto di fumo. In caso contrario, si forma per decomposizione del glicerolo l’acroleina, una sostanza tossica per il fegato e irritante per lo stomaco.

Scegliere un buon olio per la frittura, però, fa la differenza, anche rispetto agli rischi della cottura. Proprio per questo, la fondazione Umberto Veronesi spiega come “l’olio di oliva non extravergine e quello di semi di arachidi, soprattutto per le preparazioni dolciarie, hanno un profilo più adatto allo stress di una frittura. Merito anche di un punto di fumo adeguato“.

Ma non solo. La fondazione sottolinea anche l’importanza di non “friggere a una temperatura inferiore a 160 e superiore a 180 gradi. È in questo intervallo che, con un tempo adeguato, si ottiene la migliore cottura senza la liberazione di sostanze tossiche“.

Insomma, con questi piccoli ma fondamentali accorgimenti, abbiamo visto come il fritto si possa mangiare. Non tutti i giorni si intende, ma quelle poche volte alla settimana può anche apportare benefici al nostro organismo. Nello specifico, se non si soffre di malattie epatiche o pancreatiche, il fritto può fare anche bene.

Può stimolare, infatti, il fegato aiutandolo a lavorare più velocemente. In questo modo, quindi, si accelera il metabolismo, a patto che ovviamente si tengano in considerazione tutti i consigli sopra e si scelga di base un’alimentazione sana ed equilibrata. Ma non finisce qui.

La cottura in olio bollente, meglio conosciuta come frittura, preserva e migliora le qualità organolettiche di ortaggi e cereali, proprio perché nelle sue proprietà nutrizionali qualsiasi alimento fritto sarà molto più vicino ad un alimento crudo. Così, si mantengono quasi intatte tutte le proprietà dei singoli alimenti e si riduce anche il carico glicemico degli alimenti, ovvero la capacità di rilasciare zuccheri nel sangue.

Insomma, magiare le patatine fritte, o più in generale il fritto, una o due volte alla settimana non solo si può, ma è anche consigliato!

Piccolo disclaimer: questo articolo non intende né pretende sostituirsi a una rivista scientifica, motivo per cui le informazioni presenti sono più delle piccole pillole di conoscenza, nel caso in cui si stia male ogni qual volta si mangia la frittura o si abusa. In tal caso, sarebbe opportuno contattare il proprio medico curante per una diagnosi più accurata e un controllo più opportuno.