Il lato amaro degli edulcoranti: dopo anni, anche l’Oms mette in guardia sul loro consumo

Usati dappertutto dalle industrie alimentari, dopo anni anche l’Oms ha reso noti gli effetti negativi degli edulcoranti sulla nostra salute. Ma qual è allora la verità?

Proprio come spiega la stessa parola, edulcorare significa “rendere dolce” o, in senso metaforico, “rendere meno grave o sgradevole”. E così è stato effettivamente per tantissimi anni. Gli edulcoranti, infatti, dalla loro scoperta, nel lontano 1879, sono stati sempre adoperati dall’industria alimentare.

Edulcoranti e salute
Edulcoranti e salute -Mammeincucina.it

Dietro ai dolcificanti si era alimentata l’idea secondo cui la saccarina, diminutivo di saccarosio nonché nome con cui venne presentata questa “incredibile” scoperta nel 1893 dal chimico Constantin Fahlberg alla Fiera internazionale di Chicago, fosse una sorta di spezia sicura. Risultava, infatti, essere ben 500 volte più dolce dello zucchero “naturale”, ma anche ottima per contrastare l’insorgere del diabete.

Insomma, la soluzione a un problema di salute rendeva perfino la sua provenienza dai derivati del petrolio un aspetto secondario e di poco conto. Stiamo parlando, infatti, di una strategia commerciale che ha fatto presa e leva proprio sulla “pancia” della popolazione, garantendone il suo successo per più di un secolo e oltre.

Quando, infatti, nel 1908 la Food and drug administration statunitense condusse delle prime indagini arrivando alla conclusione che gli edulcoranti, in realtà, facessero male alla salute, decidendo il loro ritiro di toglierla dal mercato, si oppose il presidente degli Stati Uniti in persona Theodore Roosevelt che usava la saccarina proprio per il diabete.

Salute, politica e marketing da allora si sono intrecciate pericolosamente. Nel 1977, la FDA dimostrò ancora gli effetti negativi degli edulcoranti, parlando di alcuni controlli sospetti di cancerogenicità per la vescica nei modelli animali, ma anche in quel caso fu un buco nell’acqua. Anzi, la saccarina e tutti gli alti edulcoranti presero sempre più piede nell’industria alimentare.

Tutte le controversie sugli edulcoranti: cosa dice l’Oms oggi?

Eccezion fatta per il ciclammato, vietato nel 1969 per sospetti di cancerogenicità alla vescica, gli altri dolcificanti si sono diffusi a macchia d’olio sia nelle bevande gassate, come Coca-Cola e Pepsi, che nei prodotti da forno, condimenti per le insalate e cibi salati. Insomma, questi zuccheri “artificiali” si trovano davvero ovunque, un po’ come i solfiti.

Edulcoranti aumentano il diabete
Edulcoranti aumentano il diabete -Mammeincucina.it

Eppure, in tutti questi anni, i sospetti di effetti negativi sulla salute non sono mai stati accantonati del tutto. E anche l’Organizzazione mondiale della Sanità sembra essere arrivata a un punto di svolta sui dolcificanti. Tanto da aver presentato lo scorso luglio una bozza che se varata, sarà resa pubblica già ad aprile del 2023.

Dopo tantissimi studi e controlli, infatti, l’Oms ha smentito un’errata leggenda metropolitana tenuta in vita proprio dalle aziende alimentari. Gli edulcoranti in realtà fanno aumentare il rischio di diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari. Ma non finisce qui. Da sempre si consigliano i dolcificanti per la dieta, eppure se si eccede con loro consumo nel lungo periodo, in realtà non fanno perdere peso, ma proprio il contrario!

E un discorso simile si può fare sul presunto effetto protettivo per le carie; insomma, anche in questo caso gli edulcoranti ne favorirebbero la comparsa. Solo i possibili effetti cancerogeni, invece, trovano una sorta di conferma. Negli anni, infatti, si è puntato molto il dito sulla loro possibile cancerogenicità, ma anche se venisse confermato quest’ulteriore problema, sarebbe trascurabile.

Si dovrebbero consumare quantità davvero enormi di edulcoranti, abitudine questa che non abbiamo, malgrado sia molto diffuso il consumo di bevande gassate. Ogni anno, infatti, le aziende produttrici possono contare su un introito complessivo sul mercato di 2,1 miliardi di dollari a cui non sono disposte a rinunciare così facilmente.