Dopo la salsiccia, tocca alle uova 🥚 ritirati diversi lotti dal Ministero della Salute ❌ per rischio salmonella

Abbiamo già parlato di salmonella qualche giorno fa ed ora il pericoloso batterio è tornato ad infestare i nostri scaffali. Infettando, questa volta, diversi lotti di una nota marca italiana di uova.

Uno degli alimenti di cui si sente parlare più spesso quando si nomina la salmonella sono le uova, secondi solo alla carne. Per natura, si tratta di un alimento spesso esposto a diverse infezioni, soprattutto quando le condizioni igieniche delle galline non vengono rispettate.

Uova salmonella
Mammeincucina photo

Certo, un uovo biologico, prodotto da galline allevate a terra, avrà sicuramente delle caratteristiche nutritive migliori ed anche un sapore che a qualcuno ricorda l’infanzia. Resta il fatto, però, che in condizioni igieniche ridotte, come possono essere quelle dei pollai, le uova rischiano di entrare in contatto con diversi patogeni.

Attenzione però, anche nelle grandi aziende può succedere; anzi, sono quelle che si sentono nominare più spesso quando si parla di infezioni. Insomma, con le uova bisogna andarci caute, non solo perché sono fragili e delicate, ma anche perché potrebbero farci seriamente male.

Una buona idea prima di usare le uova è, per esempio, pulirle sempre con un panno umido. Questa operazione va svolta poco prima di usarle, perché pulendole andremo a rovinare la membrana protettiva del guscio, che potrebbe così lasciar passare i batteri.

Il guscio dell’uovo, infatti, è di per se permeabile, se non fosse proprio per questo sottile, quasi invisibile, strato esterno. Eliminate anche care mamme sempre le bucce il prima possibile, perché è lì che si annidano i germi, specialmente se avete conservato le uova fuori dal frigo.

Per quello che riguarda il richiamo di oggi, non si può fare molto se non riportare le uova al supermercato, per la sicurezza di tutti.

Non tutte le uova sono uguali: attente a quali comprate!

L’allerta rilasciata dal Ministero della Salute il 9 novembre 2022 riguarda diversi lotti di uova di una nota marca, presente in molti supermercati. Si tratta delle uova della Copav, prodotte da Avimarche e commercializzate dalla Aurora SRL.

Uova Copav
(salute.gov.it photo)

L’infezione ha colpito addirittura 5 lotti diversi, che riportano i numeri: 22420634AVI, 22420650AVI, 22420655AVI, 22430669AVI, 22440674AVI, per un totale di 180 uova interessate. I lotti fanno riferimento alle confezioni da 6 uova, L ed XL ovvero grandi e molto grandi.

Le date di scadenza riportate sulle confezioni sono, tra l’altro, consecutive, a partire dal 14 novembre, proseguendo il 16, 17, 23 e 27 novembre 2022. La contaminazione ha interessato così centinaia di uova, circa 180 grandi e 90 tra le molto grandi. Stando agli esami ottenuti dal Ministero, campionando le feci delle galline ovaiole, si tratta di Salmonella Enteridis, una delle varianti, conosciuta come Salmonella enterica.

Questo batterio è conosciuto per essere la causa della febbre tifoide, una delle varianti del tifo. La malattia oggi, fortunatamente, è facilmente curabile, ma non va sottovalutata, soprattutto per l’elevata viralità. Anche in questo caso, è tassativo non consumare le uova e soprattutto riportarle al supermercato d’acquisto per permettere un corretto smaltimento.

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