Ci sarà una riforma delle pensioni dopo la caduta del Governo? Ecco la verità

Dopo la caduta del Governo Draghi, ci sarà una riforma delle pensioni? Questo oggi è uno dei temi più caldi in assoluto in Italia ed ecco quali sono le ipotesi avanzate fino ad ora.

Dopo la caduta del Governo – e dato che a fine settembre ci saranno nuove elezioni – si sta  discutendo tantissimo sulle pensioni.

Riforma pensioni
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Ad oggi, sappiamo che nel 2023 si dovrebbe tornare alla Legge Fornero, salvo ovviamente modifiche.

E così i sindacati ed i partiti stanno facendo di tutto nel frattempo per impedire che ciò accada. Ecco quindi che arrivano sul tavolo le prime ipotesi.

Sappiamo infatti che alla fine del 2021 i pensionati erano 16 milioni, con una spesa complessiva lorda di quasi 312 miliardi e che l’importo medio percepito è di 1.620 euro al mese.

In vista delle nuove elezioni questo è uno dei temi più caldi in assoluto e, mentre Draghi aveva ribadito solo pochi giorni fa che una riforma era assolutamente necessaria, il ministro del Lavoro , Andrea Orlando, ha già manifestato la volontà di rinnovare “Opzione donna” e l'”Ape sociale”.

A detta sua, entrambe avrebbero riscosso un certo successo ed oggi si potrebbe ampliare la platea degli interessati.

Ma quali sono le proposte che stanno arrivando? Ci saranno cambiamenti? Ci sarà una riforma delle pensioni? Ecco tutta la verità.

Ci sarà una riforma delle pensioni?

Ci sarà davvero una riforma delle pensioni dopo la caduta del Governo? Nel frattempo diverse ipotesi stanno avanzando.

Riforma pensioni
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Ad esempio, Silvio Berlusconi ha manifestato la volontà di alzare le pensioni a 1000 euro al mese. I costi di questa manovra? 10 miliardi all’anno, a cui se ne devono aggiungere altri 6 per gli assegni sociali.

I sindacati chiedono maggiore flessibilità in uscita dai 62 anni, oppure, in alternativa, 41 anni di contribuzione.

Pasquale Tridico, il Presidente dell’Inps, ha invece avanzato un’altra proposta: secondo lui si potrebbe andare in pensione già verso i 63 anni con la sola quota del contributivo, a cui si aggiungerebbe poi l’ulteriore quota a partire dai 67 anni.

Quanto costerebbe questa soluzione? 2 miliardi e mezzo nei primi anni, ma permetterebbe di risparmiare poi già a medio termine.

Inoltre Tridico propone di estendere il riscatto gratuito della laurea, cosa che di fatto già esiste in diversi Paesi e che potrebbe comunque garantire un futuro migliore ai giovani.

Le Lega, invece, punta su quota 41, secondo cui cioè si potrebbe andare in pensione con 41 anni di contributi.

Quando costerebbe questa misura? Come ha affermato l’Inps, più di 4 miliardi di euro il primo anno e altri 9 dopo. La Lega però non concorda con questi costi.

Nel frattempo comunque, dal momento che il caro prezzi attualmente è uno dei problemi maggiori che esiste in Italia, ecco cosa potremmo fare per riuscire a risparmiare usando la lavatrice.

In ogni caso, non ci resta che attendere e capire cosa accadrà alle pensioni a breve.